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Ricordi sbocciavano le viole
con le nostre parole:
“non ci lasceremo mai,
mai e poi mai”
Vorrei dirti, ora, le stesse cose
ma come fan presto, amore,
ad appassire le rose
così per noi.
(F. De Andrè: La canzone dell’amore perduto)

 

Il “corto” di questa pagina, che ho estratto e rielaborato dal film “Up” della Disney-Pixar, narra la delicata e commovente storia d’amore di Carl ed Ellie, vista nei momenti più significativi della loro vita, a partire dal matrimonio e poi, via via, nella quotidianità della vita coniugale fino alla malattia e scomparsa di Ellie; la storia si conclude con Carl che cerca conforto alla sua solitudine negli oggetti che gli ricordano il passato condiviso.
Amo questo filmato, perché i pochi minuti di visualizzazione sono, per me, un flashback della mia storia d’amore con Rita, storia durata oltre 50 anni.


Alle cinque della sera.
Ah, che terribili cinque della sera!
Eran le cinque a tutti gli orologi!
Eran le cinque in ombra della sera!

G.Lorca

Ciao Nico,
Gesù ha promesso che, quando risorgeremo, ci rivedremo con i nostri cari: tu sei fra quelli.

 


il Tango non lo si può conoscere: lo si sente o non lo si sente, ma non riuscirei a dire ciò che è tango… Per me il Tango è il suono del mio cuore, della strada dove vivo, dello sguardo di chi ho incontrato ed essendo una musica popolare è fatta di emozioni e di sentimenti e questi non si possono mettere sulla carta. Ho letto che anche Stravinsky la vede così: lui che ha passato la vita a cercare di scrivere tutta la musica che sentiva dentro di sé fino ai più piccoli particolari, alla fine viene fuori a dire che “la musica è fatta di ciò che non si riesce a scrivere”.  (Anibal Troilo)

 



Cara Rita, Amore mio,

é trascorso oltre un anno da quando mi hai lasciato ed ancora oggi non sono riuscito del tutto ad elaborare il fatto che tu non sia più presente accanto a me.

Questo sentimento di nostalgico rimpianto, di malinconia, accompagnato da un intenso desiderio di qualcosa di assente in quanto perduto, i portoghesi lo chiamano “a saudade”.

“Mia tristezza, va e dille che senza di lei
non può essere, dille in una preghiera
che deve ritornare, perché io non posso più soffrire.
Basta con la nostalgia, la realtà
è che senza di lei non c’è pace, non c’è bellezza,
è solo tristezza e malinconia
che non va via da me, non va via, non esce.
Ma se lei tornasse, se lei tornasse,
che cosa bella, che cosa pazza.
Ci sono meno pesciolini che nuotano nel mare
che i baci che le darei
sulla sua bocca, tra le mie braccia.
Gli abbracci saranno milioni,
così vicino, così attaccato, così silenzioso.
Abbracci,  baci e affetto senza fine,
per farla finita con questa storia di te che vivi senza di me:
non voglio più questa storia di te lontano da me ! “

(“Chega de saudade” di Antônio Carlos Jobim, Gal Costa)

Tu sei la mia saudade!

Il mio pensiero è costantemente rivolto a te, quasi fossi ancora viva, ad aspettarmi dietro l’angolo: non ci lasceremo mai e poi mai!

Un bacio struggente ed un amore profondo più del mare!


Childhood memories.


I always remember you, my love!


The first love you never forget, especially if it’s the only one.


La guerra è una lezione della storia che i popoli non ricordano mai abbastanza.

Questa scritta è visibile sulla facciata della Casa del Mutilato, in corso A.Saffi a Genova.

 

 


Da “La Repubblica” cap. VIII di Platone, un estratto senza tempo, che ci dovrebbe far riflettere.

As you make your bed, so you must lay on it !


I vostri figli non sono i vostri figli.
Sono i figli e le figlie della brama che la Vita ha di sé.

Gibran Khalil Gibran