The Blog


A Rita, mio primo ed unico Amore. 

 

 

   


Il mio desiderio di Infinito. 

 


Plaisir d’amour ne dure qu’un moment.
chagrin d’amour dure toute la vie

 


Quando sei lontana
sogno all’orizzonte
e mancan le parole,
e io sì lo so
che sei con me,
tu mia luna tu sei qui con me,
mio sole tu sei qui con me,
con me, con me, con me.

Con te partirò.
Paesi che non ho mai
veduto e vissuto con te,
adesso si li vivrò.
Con te partirò
su navi per mari
che, io lo so,
no, no, non esistono più,
con te io li rivivrò.

 


May God bless and keep you always,
May your wishes all come true,
May you always do for others
And let others do for you.
May you build a ladder to the stars
And climb on every rung,
May you stay forever young,
Forever young, forever young,
May you stay forever young.

May you grow up to be righteous,
May you grow up to be true,
May you always know the truth
And see the lights surrounding you.
May you always be courageous,
Stand upright and be strong,
May you stay forever young,
Forever young, forever young,
May you stay forever young.

May your hands always be busy,
May your feet always be swift,
May you have a strong foundation
When the winds of changes shift.
May your heart always be joyful,
May your song always be sung,
May you stay forever young,
Forever young, forever young,
May you stay forever young.

 

Trad. di Anonimo

Possa Dio benedirti e proteggerti sempre
Possano tutti i tuoi desideri diventare realtà
Possa tu sempre fare qualcosa per gli altri
E lasciare che gli altri facciano qualcosa per te
Possa tu costruire una scala verso le stelle
E salirne ogni gradino
Possa tu restare per sempre giovane
Per sempre giovane per sempre giovane
Possa tu restare per sempre giovane

Possa tu crescere per essere giusto
Possa tu crescere per essere sincero
Possa tu conoscere sempre la verità
E vedere le luci che ti circondano
Possa tu essere sempre coraggioso
Stare eretto e forte
E possa tu restare per sempre giovane
Per sempre giovane per sempre giovane
Possa tu restare per sempre giovane

Possano le tue mani essere sempre occupate
Possa il tuo piede essere sempre svelto
Possa tu avere delle forti fondamenta
Quando i venti del cambiamento soffiano
Possa il tuo cuore essere sempre gioioso
Possa la tua canzone essere sempre cantata
Possa tu restare per sempre giovane
Per sempre giovane per sempre giovane
Possa tu restare per sempre giovane


 

vecchio con bambinoSe un giorno mi vedrai vecchio, se mi sporco quando mangio e non riesco a vestirmi …abbi pazienza, ricorda il tempoche io ho trascorso ad insegnartelo.

Se quando parlo con te ripeto sempre le stesse cose … non mi interrompere … ascoltami,  quando eri piccolo dovevo raccontarti ogni sera la stessa storia finche’ non ti addormentavi.

Quando non voglio lavarmi non biasimarmi e non farmi vergognare … ricordati quando dovevo correrti dietro, inventando delle scuse perche’ non volevi fare il bagno.

Quando vedi la mia ignoranza per le nuove tecnologie, dammi il tempo necessario e non guardarmi con quel sorrisetto ironico: ho avuto tutta la pazienza per insegnarti l’abc.

Quando ad un certo punto non riesco a ricordare o perdo il filo del discorso, dammi il tempo necessario per ricordare.

E se non ci riesco, non ti innervosire: la cosa piu’ importante non e’ quello che dico, ma il mio bisogno di essere con te ed averti lì che mi ascolti.

Quando le mie gambe stanche non mi consentono di tenere il tuo passo, non trattarmi come fossi un peso: vieni verso di me con le tue mani forti,  nello stesso modo con cui io l’ho fatto con te quando muovevi i tuoi primi passi.

Quando dico che vorrei essere morto … non arrabbiarti; un giorno comprenderai che cosa mi spinge a dirlo.
Cerca di capire che alla mia età non si vive, si sopravvive soltanto.

Un giorno scoprirai che, nonostante i miei errori, ho sempre voluto il meglio per te,  tentando in ogni modo di spianarti la strada.

Dammi un po’ del tuo tempo, dammi un po’ della tua pazienza, dammi una spalla su cui poggiare la testa, allo stesso modo in cui io l’ho fatto per te.

Aiutami a camminare, aiutami a finire i miei giorni con amore e pazienza.

In cambio io ti darò un sorriso e l’immenso amore che ho sempre avuto per te.

Ti amo Giacomo, nipote adorato!

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A Rita

 

Caro Gesù, anche quest’anno noi credenti, come accade da tempo immemorabile, il 25 dicembre festeggiamo la Tua nascita.

La tradizione cristiana vuole che questo evento, prettamente religioso, sia perpetuato prevalentemente nell’intimità della propria cerchia famigliare, magari attorno al Presepe.

La tradizione vuole altresì, che  in questa occasione, i bambini ti scrivano letterine nelle quali esprimono, oltre l’affetto e la gioia per Tua nascita, anche le loro piccole ed innocenti aspettative.

E’ forse inusuale che un vecchio nonno, quest’anno ti faccia pervenire anche la sua, ma più avanti, ne comprenderai il motivo.

Caro Gesù, per la prima volta nella mia vita quello che avrebbe dovuto essere un giorno di gioia, sarà per me un giorno di tristezza e malinconia.

Fino a poco tempo fa non pensavo, o forse rimuovevo dalla mia mente (perché non ne ero ancora coinvolto) , che la malattia della persona con cui ho condiviso un percorso di comunione e di amore per oltre mezzo secolo, potesse sconvolgere la mia esistenza!

A causa di ciò, caro Gesù, ho vissuto momenti di ribellione, rabbia e  disperazione nel sentirmi impotente, nel vano tentativo di voler lenire le sofferenze di Rita.

Ti chiedo perdono per questi attimi di sfiducia nei Tuoi confronti; so benissimo che, anche quando non me ne sono accorto,  non mi hai fatto mancare il Tuo amorevole conforto e continuerai sempre a farlo, perché è per questo che ti sei incarnato.

Fiat voluntas tua!

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moon

 

Al link  http://www.giacorri.it/player/  è visibile il famoso cortometraggio della Pixar  : La luna,  segnalatomi da mio nipote Giacomo.

Un ragazzo viene portato per la prima volta al lavoro dal papà e dal nonno, ognuno cristallizzato sul suo modo di intendere la vita.  Dovrà scegliere se adottare il punto di vista di uno dei due o trovare da solo la propria strada. La storia è stata fortemente influenzata dalle vicende personali del regista, incastrato tra le personalità opposte del padre e del nonno, oltre che dai racconti di Antoine de Saint-Exupéry ed Italo Calvino, mentre l’animazione e lo stile sono ispirati da Hayao Miyazaki e da La Linea di Osvaldo Cavandoli.

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il circo

 

Al link http://www.giacorri.it/player/  è visibile lo splendido e commovente cortometraggio The Butterfly Circus, segnalatomi da  Lia,  sensibile e preziosa collaboratrice di questo sito.

Vedendo un uomo nato senza gambe e senza braccia qualcuno si arrogherebbe il diritto di aggiungere anche che sia senza dignità, senza gioia e senza utilità. Le culture greca, pagana e illuminista hanno sempre disdegnato i disabili: a Sparta i bambini nati con malformazioni venivano gettati dal monte Taigete, ad Atene venivano abbandonati per le strade, nell’antica Roma erano cibo per i cani randagi. Platone, nella “Repubblica utopica” vuole che non siano curati e allevati (quindi lasciati morire) bambini che nascano privi delle qualità ottimali, lo storico francese Jean Dumont ha descritto con precisione gli eccidi eugenetici di prostitute e di ritardati mentali, perpetrati nelle prigioni rivoluzionarie francesi del 1792. Solo nella cultura cristiana donne, bambini e disabili hanno ottenuto per la prima volta dignità, rispetto e protezione, dal primo secolo fino ai giorni nostri, anche grazie a tantissimi non cristiani e non credenti.

I due protagonisti del bellissimo e ormai famoso (già visto da oltre 15 milioni di persone) cortometraggio “The Butterfly Circus”, diretto da Joshua e Rebekah Weigel nel 2009, sono infatti cristiani: il primo è l’attore e modello Eduardo Verástegui, convertitosi al cristianesimo e diventato una stella del mondo pro-life americano. L’altro è Nick Vujicic, che nel cortometraggio interpreta il disabile Will, anche lui approdato al cristianesimo dove ha incontrato «l’incessante meraviglia» dell’amore di Dio. Segnaliamo la bella recensione fatta da Antonio Socci sul suo sito web.

Il cortometraggio racconta appunto la storia di Will, nato senza arti, chiuso nella sua sofferenza e mostrato al pubblico del circo come “abominio della natura”. Un essere “abbandonato da Dio”, come lo presenta il suo “padrone”. Poi l’incontro con il signor Méndez e Will per la prima volta si sente guardato in modo diverso, in profondità, per quello che è veramente. Ed ecco il cambiamento: il bruco diventa farfalla, tutto cambia. Questo sguardo nuovo sulla sua persona non è avvenuto solo nel film, ma l’attore Nick Vujici lo ha provato davvero nella realtà, nell’incontro cristiano. Racconta: «Mio padre uscì urlando dalla stanza dove mia mamma mi aveva appena partorito: a mio figlio manca un braccio! Quando il medico lo raggiunse la notizia era ancora peggiore: a suo figlio mancano anche le gambe. Alle persone che incontro dico sempre: non avrai sollievo alla tua sofferenza sapendo che qualcuno soffre più di te; è un trucco che non funziona. Io, provvisoriamente, in questa vita non ho gambe e braccia, ma sono figlio di Dio, mi sento amato. E posso dire a tutti qual è l’unica cosa che riempie veramente il cuore».

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