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La vita ed i sogni sono fogli di uno stesso libro; leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare.

A.Schopenhauer.


Sei sempre nei miei pensieri.

 

 



Finalmente, dopo tanto tempo, sei ritornata nella tua casa !


Nessuno ti conosce. No. Ma io ti canto.
Canto per dopo il tuo profilo e la tua grazia.
L’insigne maturità della tua conoscenza.
Io canto la tua eleganza con parole che gemono
e ricordo una brezza triste negli ulivi.

G.Lorca

 

Alle ore 11,30 di oggi 06/01/2016, giorno dell’Epifania di Nostro Signore, Rita è salita alla casa del Padre ed ora riposa serenamente fra le Sue amorevoli braccia.

Sono convinto che sia il giorno in cui è avvenuto questo evento, sia che fossi la sola persona presente ad assistervi, non siano una casualità, ma dovuti ad un preciso disegno divino, quasi un doloroso e intimo regalo a due persone che si sono amate per tutta la vita coniugale, nella gioia e nelle avversità: di ciò ne sono grato a Dio.

Cara Rita, che tristezza infinita e che solitudine hai lasciato nel mio cuore!

Sono qui accanto a te e ti guardo, per imprimere indelebilmente nella mia mente il tuo bellissimo volto, cui la morte,  quando hai esalato l’ultimo impercettibile respiro, quasi fosse un lieve battito di ali di una farfalla, ha restituito la dolcezza e serenità che mi avevano folgorato la prima volta che ti avevo visto e che erano durate fino al giorno in cui eri stata colpita dalla terribile ed incurabile malattia che ne aveva alterato le sembianze, causa le indicibili sofferenze cui sei stata sottoposta.

Non avendo più lacrime da versare, al momento non mi resta  che raccogliermi in preghiera, accompagnato dalle struggenti note de “Il silenzio”, che generalmente viene suonato quando si onorano gli eroi caduti nel compimento del proprio dovere: tu sei stata una di quelli.

Ciao amore mio, il nostro non è un addio ma un arrivederci !

“Non omnis moriar multaque pars mei vitabit Libitinam”

dio

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Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto; perché chiunque chiede riceve, e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto. (Mt. 7,7-12)

rosaCara Rita,

sapessi quante volte ho implorato la tua guarigione, ripetendo all’infinito quello che Gesù disse ai suoi discepoli e riportato nel Vangelo di Matteo!

Purtroppo le mie invocazioni non sono state esaudite e di ciò me ne sono fatto una ragione  pensando che contemporaneamente,  anche nel mondo, centinaia di migliaia di persone hanno ripetuto le stesse parole, nella speranza di ottenere la guarigione per i propri cari.

Sono più che convinto che, nel grande libro che Dio possiede,  il destino di ciascuno di noi sia già tutto scritto e nulla lo possa mutare!

È ormai trascorsa una settimana da quando le tue condizioni fisiche, già compromesse dalla lunghissima degenza, si sono ulteriormente aggravate, sì da temere che accada, in ogni momento, quello avevo rimosso dalla mia mente e dal mio cuore.

Sono disperato, amore mio!

La sola idea di non vederti di persona mi sta torturando ed un senso di grande amarezza e solitudine si sono impadronite di me e non mi abbandonano giorno e notte.

Mi conforta il fatto di essere riuscito, per tempo, a farti somministrare il “l’Unzione degli infermi,” perchè nella concitazione di quando i medici ti avevano diagnosticato uno stato pre-comatoso, mi era sfuggito questa importantissimo sacramento che risale a Gesù stesso.

Pensieri… e pensieri… frullano nella mia mente… tra questi  anche quelli relativi al rito funebre, sempreché non accada un miracolo: ho maturato la decisione di evitare un ulteriore scempio del tuo corpo, già martoriato dagli aghi delle flebo,  e di lasciare che le  fiamme compiano quanto scritto nella Bibbia -Genesi III,19 : “memento homo quia pulvis es et in pulverem reverteris.”

Mia adorata Rita, purtroppo la società in cui viviamo ci ha “educati” a dimenticare che esiste anche questa realtà cui, prima o poi, dovremo tutti far fronte! 

Ti sono e sarò sempre vicino.

firma_giancarlo

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“Le feuilles mortes” del poeta Jacques Prevert, è stata cantata dai più famosi chansonniers francesi. Chi come me ha sognato su queste parole, tornerà indietro nel tempo, mentre chi è giovane, ascolterà il suono mirabile dei versi che, anche nella traduzione italiana, trasmettono la stessa magia dell’originale francese.

 

Per la Chiesa Cattolica i contatti e le comunicazioni con le persone scomparse non sono impossibili, anche se in questo ambito raccomanda la prudenza, per non cadere nella superstizione o nello spiritismo.

Il teologo dell’Osservatore Romano, Padre Gino Concetti, ha spiegato che la Chiesa crede nella Comunione dei Santi per cui è possibile che Dio permetta a coloro che vivono in Paradiso o in Purgatorio di poter comunicare con gli esseri viventi, con l’invio di messaggi per guidarci in certi momenti della vita.

Sotto l’aspetto della fede quanto sopra sta a dimostrare che, con la morte, non si dissolve una persona, che l’anima sopravvive e che il dialogo non è spento.

Da quì la riflessione di Padre Perico, che propongo nella mia elaborazione.

 


Un tributo a Gerusalemme, in una suggestiva interpretazione di Sinéad O’Connor.